INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis per la rassegna ‘Prova a prendermi’

INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis per la rassegna ‘Prova a prendermi’

Giovedì 8 novembre, alle ore 20:45, il secondo appuntamento della rassegna ‘PROVA A PRENDERMI – desideri, paure e inquietudini dei giovani‘ promossa dall’ACEC, con la proiezione di INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis a INGRESSO GRATUITO.
A introdurre la proiezione, con il dibattito a seguire, sarà il prof. ANGELO ERRANI [Pedagogia Speciale]

INDIVISIBILI
di Edoardo De Angelis [ITA/2016, 100′]
INGRESSO GRATUITO

“Qua la gente normale muore di fame”. Non si stupiscono Viola e Dasy dell’amara affermazione del parroco della loro Castelvolturno quando gli confidano che vorrebbero “diventare normali, proprio come tutti gli altri”. Gemelle siamesi alla nascita, le due 18enni hanno appreso da un medico di passaggio che possono essere separate, è sufficiente un intervento chirurgico già nei protocolli. Ad eccezione delle ragazze, purtroppo nessuno sembra avere convenienza nella prospettiva dell’agognata “normalità”: meglio è mantenerle fenomeno da baraccone, canterine all’unisono presso feste private e sagre paesane, specie se benedette dalla statua della Madonna protettrice.

Accolto positivamente sia dal pubblico che dalla critica all’a 73a Mostra del Cine di Venezia, dove concorreva ai Venice Days – Giornate degli Autori, il terzo lungometraggio di Edoardo De Angelis si propone con sguardo coraggioso e sofisticato su un soggetto pressoché inedito nel cinema italiano. Metafora delle svariate anomalie di cui si compone la “regolarità” di certa Italia contemporanea, ‘Indivisibili’ stratifica il suo senso nella ridondanza espressiva, segno di un barocco intimo e contagioso di un luogo (meta)fisico fortemente caratterizzato. Castelvolturno, con la sua umanità ontologicamente difettosa ma inestimabilmente ricca di potenzialità, diventa in quest’ottica un personaggio protagonista “indivisibile” dalle siamesi e dalla loro comunità. Linguaggi, atteggiamenti, abbigliamento, fanatismo religioso: tutto concorre con dovizia di cura nel dettaglio a formulare un universo ancestrale e parallelo ma che – con la giusta volontà – può arrivare a comunicare con il resto di un mondo non meno difettoso ma forse più libero.

«Indivisibili è il terzo film di Edoardo De Angelis, ed è quello in cui finalmente il cineasta di PerezeMozzarella Stories è riuscito a trasporre nella forma lunga tutta l’incendiaria forza visionaria dei suoi fenomenali lavorinel campo dei cortometraggi: in questo modo, De Angelis si assetta definitivamente come il continuatore di nostra generazione della mai troppo ricordata e frequentata “scuola dei vesuviani”, quegli sguardi in grado di trasporre l’arcaismo partenopeo verso forme di immaginario fantasmagoriche che negli anni ’90 ci hanno regalato le vertigini di Corsicato, Gaudino, Capuano…

Com’è chiaro, Indivisibili non ha a che fare unicamente con la riproposizione di quegli stilemi e di quelle modalità che incrociavano l’esagitazione perenne e turbinosa della sceneggiata cantata con la solarizzazione delle strutture delle narrazioni popolari più sotterranee e sulfuree, perché il realismo magico di De Angelis è interessato soprattutto ad aggiornare da quella straordinaria stagione tutta la rabbia sottotraccia e il dolore sublimato nei confronti del corpo di una regione straziato dagli interventi dell’uomo e da un senso malato del divino.
Il processo di decostruzione dei meccanismi di sfruttamento rituale del sacro e del “miracoloso” si serve delle stesse armi dell’affabulazione istituzionale, lo stordimento sensoriale delle suggestioni spiritual(i) e un racconto scandito dalle tappe della progressione apertamente favolistica tipica delle “vite dei santi”». [Sergio Sozzo, Sentieri Selvaggi]

CINEMA TEATRO BELLINZONA
via Bellinzona 6 – BOLOGNA

parcheggio gratuito nel cortile parrocchiale interno
proseguendo per via Bellinzona, subito dopo il cinema, sulla sinistra

L’INTRUSA di Leonardo Di Costanzo – incontro con la prof.ssa Stefania Spada

L’INTRUSA di Leonardo Di Costanzo – incontro con la prof.ssa Stefania Spada

«In un tempo in cui si discute ogni giorno di accoglienza e integrazione, non c’è film più contemporeaneo de L’INTRUSA di Leonardo Di Costanzo» [Wired] già applaudito a Cannes lo scorso maggio nella selezione della Quinzaine des réalisateurs.

Giovedì 08 marzo, alle ore 20.45, al Cineclub Bellinzona Bologna
L’INTRUSA [L. Di Costanzo, ITA-CH-FRA/2017, 95′]
introduce: prof.ssa STEFANIA SPADA [Università degli Studi di Bologna]
Ingresso: €5,50 – Soci Coop e AssoDoc €4,50

Napoli ai giorni nostri. Giovanna è una donna che lavora nel sociale e che si deve confrontare quotidianamente con le problematiche sociali della città. Il centro che dirige offre un luogo protetto in cui crescere e giocare dopo le ore di attività scolastica a bambini che potrebbero finire precocemente a far parte della manovalanza camorristica. Un giorno Maria, madre di due bambini, chiede e trova rifugio, con il consenso di Giovanna, in un monolocale che appartiene al centro. La quale però non sa che si tratta della giovane moglie di un boss della camorra ricercato per un efferato omicidio.

«Rispetto al lungometraggio precedente, viene fuori con maggior evidenza la formazione da documentarista di Di Costanzo, non solo per come attraversa gli spazi della periferia, ma soprattutto per il modo in cui racconta l’esperienza del volontariato, quell’eroismo silenzioso, come da definizione, di una società civile che interviene e si fa carico. In fondo, la sceneggiatura di Di Costanzo, Maurizio Braucci e Bruno Oliviero concede alle attività ricreative della Masseria uno spazio altrettanto ampio, se non addirittura maggiore, della vicenda drammaturgicamente forte. Lo sguardo indugia sulle dinamiche di gruppo dei bambini e sembra lasciar loro tutta libertà di muoversi e di agire. Solo dopo si avverte il peso scrittura, in quei momenti in cui rischia di essere troppo stringente e di compromettere la verità dell’insieme.  È la ridondanza esplicativa di alcune scene e di alcuni dialoghi che intralciano la fluidità delle interpretazioni “adulte”, a cominciare da Raffaella Giordano, per altro molto efficace. Ecco, a tratti, si crea un cortocircuito tra l’immediatezza della presa diretta e la sottile sensazione che Di Costanzo si costringa troppo nel rendere “servizio” alla storia e alle sue implicazioni tematiche, restringendo i margini di libertà, suoi e nostri. Ma sono istanti, che nulla tolgono all’immediatezza vitale del film, alla sua capacità di cogliere e raccontare quei segni di bellezza e di invenzione che rompono il grigio della desolazione.» [Aldo Spiniello, Sentieri Selvaggi]

CINEMA TEATRO BELLINZONA
via Bellinzona 6 – BOLOGNA